Ieri ho deciso di concedermi un breve giro in moto sui Colli Euganei, senza una meta particolare e senza l’idea di macinare chissà quanti chilometri. A volte basta semplicemente salire in sella, percorrere qualche curva e lasciarsi guidare dalla strada.
La destinazione è stata Rovolon, raggiunta attraversando alcune delle strade che rendono i Colli Euganei una zona davvero speciale per chi ama andare in moto.
Una sosta per qualche foto
Durante il giro ho deciso di fermarmi per fare alcune fotografie alla mia Triumph Street Triple 765 RX, approfittando di uno dei tanti punti panoramici che si incontrano lungo queste strade.
La prima foto è probabilmente quella che preferisco: la moto in primo piano, i vigneti alle spalle e, più in lontananza, il panorama della pianura veneta.
È uno di quei momenti in cui ti fermi semplicemente per scattare una foto, ma finisci per rimanere qualche minuto in più ad ammirare il paesaggio.
La moto parcheggiata lì, il silenzio della collina e quel panorama davanti agli occhi raccontano già abbastanza bene perché vale la pena fare questi piccoli giri anche quando non si ha molto tempo a disposizione.
“Tutto bene? Hai bisogno?”
Ed è proprio durante questa sosta che è successo qualcosa di curioso.
Mentre ero fermo con la moto, un ragazzo si è avvicinato e mi ha chiesto se avessi bisogno di aiuto.
Un gesto semplice, quasi banale, ma che tra motociclisti ha un significato particolare.
Quando vedi una moto ferma sul ciglio della strada non sai mai cosa possa essere successo: una foratura, un problema meccanico, una caduta oppure semplicemente una sosta per riposarsi o scattare qualche fotografia.
La sua domanda, quindi, è stata sicuramente un bel gesto di attenzione.
E poi la sorpresa: anche lui aveva una Triumph
La cosa ancora più curiosa è stata scoprire che anche lui era in sella a una Triumph.
Da quel momento la classica domanda “tutto bene?” si è trasformata abbastanza rapidamente in una chiacchierata tra appassionati.
Abbiamo parlato un po’ delle nostre moto, delle esperienze in sella e, naturalmente, delle strade dei Colli Euganei.
È proprio questo uno degli aspetti che mi piace di più del mondo delle moto: puoi fermarti in un posto qualsiasi e ritrovarti a parlare con una persona che fino a pochi secondi prima non conoscevi, semplicemente perché avete una passione in comune.
Non servono presentazioni particolari. Basta guardare la moto dell’altro e spesso la conversazione parte da sola.
La seconda foto e la voglia di continuare
Dopo la sosta ho scattato anche un’altra fotografia, questa volta con un panorama diverso ma sempre immerso nel verde dei Colli Euganei.
La Street Triple è lì, ferma sulla strada, con i guanti appoggiati sulla sella e davanti un altro scorcio della zona.
Sono immagini semplici, ma per me rappresentano bene il senso di questi piccoli giri: non serve sempre organizzare un viaggio, non servono centinaia di chilometri e nemmeno una destinazione particolare.
A volte basta avere qualche ora libera, mettere il casco e partire.
Il bello della moto è anche questo
Alla fine il giro fino a Rovolon e ritorno non è stato un viaggio memorabile per la distanza percorsa.
Ma è stato uno di quei giri che ricorderò per un altro motivo.
Per il panorama, per le fotografie, per le strade dei Colli Euganei e soprattutto per quell’incontro casuale con un altro motociclista che, vedendomi fermo, si è semplicemente preoccupato di chiedere se fosse tutto a posto.
È anche questo il bello di andare in moto.
Curve, panorami, benzina, motori e chilometri fanno sicuramente parte della passione. Ma fanno parte del viaggio anche le persone che incontri lungo la strada.
E magari, la prossima volta che vedremo una moto ferma sul ciglio della strada, saremo proprio noi a rallentare e a chiedere:
“Tutto bene? Hai bisogno?”
Perché tra motociclisti, spesso, basta davvero poco per sentirsi parte della stessa grande famiglia.



