Ci sono giri in moto che ricordi per le curve, per il panorama o per i chilometri percorsi.
E poi ci sono quelli che ricordi per tutto il resto.
Perché durante l’estate, oltre a salire in sella alla mia Street Triple 765 RX e macinare chilometri tra i Colli Euganei e le strade di casa, sono successi diversi piccoli episodi decisamente fuori programma.
Niente di straordinario, intendiamoci.
Ma proprio quelle situazioni apparentemente insignificanti sono spesso quelle che rimangono più impresse.
Un saluto alla fermata dell’autobus
Uno degli episodi più semplici, ma forse anche più belli, è successo durante una normale uscita.
Ero fermo nel traffico quando, passando vicino a una fermata dell’autobus, ho notato un bambino che guardava la moto.
E poi è arrivato il saluto.
Una mano alzata, un gesto spontaneo, probabilmente fatto semplicemente perché aveva visto una moto che gli piaceva.
Naturalmente ho ricambiato.
Un gesto durato forse un paio di secondi, ma sufficiente per strappare un sorriso.
È anche questo il bello della moto: a volte non serve conoscere qualcuno per condividere un momento.
Rovolon e il misterioso destino delle palline
Poi c’è Rovolon.
Qui la situazione si fa decisamente più seria.
O almeno, così sembrerebbe leggendo un particolare cartello incontrato durante uno dei miei giri.
Il messaggio, decisamente poco rassicurante, lasciava intendere che fare pipì dove non si deve potrebbe avere conseguenze… diciamo molto dolorose per la propria dotazione personale.
Davanti a un avvertimento del genere, anche il motociclista più temerario comincia improvvisamente a chiedersi se sia davvero così urgente fermarsi.
Diciamo che quel cartello è riuscito nell’impresa di trasformare una normale sosta tecnica in una questione di sopravvivenza.
E naturalmente, visto che una cosa del genere non poteva passare inosservata, è finita dritta tra le MotoStorie dell’estate.
Quando una semplice sosta diventa un incontro
Durante i vari giri sui Colli Euganei ci sono stati anche diversi incontri casuali.
Motociclisti che si incrociano, persone che fanno una domanda sulla moto, qualcuno che si ferma mentre stai scattando una fotografia.
Sono quei momenti che non programmi.
Parti pensando di fare semplicemente qualche chilometro e torni a casa con una storia in più da raccontare.
A volte basta una moto parcheggiata, uno sguardo curioso o una semplice battuta per trasformare una normale uscita in qualcosa di diverso.
La pallina della action cam
E come dimenticare la mitica action cam 360?
Durante una sosta al Bar Centrale di Vo’, mentre ero vicino alle moto, è passato un altro motociclista con una action cam 360 montata sulla moto.
E naturalmente l’occhio cade subito sulla famosa “pallina”.
Da lì è nata una delle battute più surreali dell’estate.
Perché nel mondo delle moto ormai non basta più guardare scarichi, gomme, leve e sospensioni.
Bisogna anche controllare quante palline tecnologiche stanno girando attorno alla moto.
Quando la strada regala sorprese
E poi ci sono gli episodi che capitano semplicemente perché sei sulla strada.
Una macchina che davanti a te comincia a fumare, l’odore di benzina che arriva mentre sali verso Rovolon, un’auto che affronta una curva in maniera decisamente discutibile, oppure un animale incontrato durante una sosta.
Come lo scoiattolo fotografato vicino alla zona di sosta verso Teolo.
Piccoli eventi che normalmente, nella vita di tutti i giorni, probabilmente passeremmo senza nemmeno notarli.
In moto invece diventano parte del viaggio.
Non servono grandi avventure
Ripensando all’estate in sella, la cosa curiosa è proprio questa.
Non sono necessariamente i giri più lunghi o le strade più spettacolari a creare le storie migliori.
A volte basta un bambino che saluta dalla fermata dell’autobus.
Un cartello assurdo a Rovolon.
Una battuta sulle palline di una action cam.
Uno scoiattolo su un filo.
Un incontro casuale con un altro motociclista.
Oppure semplicemente una situazione strana capitata mentre stai andando da qualche parte.
Sono episodi piccoli, quasi insignificanti.
Ma messi tutti insieme raccontano perfettamente una stagione in moto.
L’estate delle MotoStorie
Alla fine è proprio questo che mi piace della moto.
Non sapere mai esattamente cosa succederà durante il prossimo giro.
Puoi partire con l’idea di fare un semplice percorso sui Colli Euganei, fermarti per una merenda, scattare qualche fotografia e tornare a casa.
E invece magari torni con una storia da raccontare.
Perché la moto non porta soltanto da un punto A a un punto B.
Ti fa guardare meglio quello che succede intorno.
E qualche volta ti mette davanti a situazioni talmente strane che sarebbe quasi un peccato non raccontarle.
Questa estate ne sono successe parecchie.
E, a quanto pare, le MotoStorie non sono ancora finite.

