Ci sono momenti che ogni motociclista spera di non vivere mai. Non importa che moto si abbia, quanto sia nuova o quanta cura le si dedichi: vedere il proprio mezzo salire sul carro attrezzi è un’immagine che lascia il segno.
È successo anche a me.
La mia Triumph Street Triple 765 RX, acquistata appena quattro mesi fa, ha deciso di fermarsi all’improvviso. Dopo alcuni tentativi di avviamento, il motore si accendeva per pochi istanti per poi spegnersi. Solo insistendo riusciva a ripartire, accompagnato da una vistosa nuvola di fumo bianco. Una situazione che, inevitabilmente, ha reso necessario l’intervento dell’assistenza.
Vederla andare via fa male
Quando è arrivato il carro attrezzi, la realtà ha colpito tutta insieme.
Vedere la moto caricata lentamente sul pianale è stata una sensazione difficile da descrivere. Non era solo un guasto meccanico: era come vedere interrompersi, almeno per qualche giorno, qualcosa che era diventato parte della mia quotidianità.
In quei pochi mesi avevo già percorso tante strade, scoperto nuovi panorami, condiviso uscite con gli amici e vissuto momenti che solo chi va in moto può capire davvero.
Per questo, mentre il carro si allontanava, è arrivata una strana miscela di emozioni: ansia, tristezza e anche un pizzico di impotenza.
Mille domande nella testa
La mente di un motociclista inizia subito a lavorare.
“Sarà un problema grave?”
“Quanto tempo resterà in officina?”
“E se fosse qualcosa di serio?”
Anche sapendo che la moto è in garanzia, queste domande vengono spontanee. Non è tanto la preoccupazione economica quanto il timore di perdere tempo prezioso in sella, soprattutto durante la bella stagione.
Quando una moto diventa qualcosa di più
Per molti, una moto è soltanto un mezzo di trasporto.
Per chi la vive davvero, invece, rappresenta libertà, evasione e passione.
Ogni uscita è un’occasione per staccare dalla routine, respirare aria pulita e ritrovare serenità. Per questo un guasto improvviso pesa molto più di quanto possa sembrare a chi non condivide questa passione.
Non è il metallo a mancare.
Mancano le emozioni che quella moto riesce a regalare.
Cercando di restare positivi
Dopo il primo momento di sconforto, ho cercato di vedere la situazione con un po’ più di razionalità.
I problemi meccanici possono capitare, anche su una moto nuova. L’importante è che vengano individuati rapidamente e risolti nel modo corretto.
Rimane comunque quella sensazione di vuoto quando il garage è improvvisamente senza la propria compagna di viaggio.
Spero sia solo una parentesi
Ora non resta che attendere il responso dell’officina e sperare che tutto si risolva nel migliore dei modi.
Sono fiducioso che la mia Street Triple tornerà presto a fare quello che sa fare meglio: regalare emozioni ad ogni curva.
Perché, nonostante questo episodio, la voglia di rimettere casco e guanti non è diminuita nemmeno per un secondo.
Anzi.
Forse questa esperienza mi ha fatto capire ancora di più quanto una moto possa diventare parte della nostra vita.
E quando la rivedrò uscire dall’officina con il motore che gira come deve, sono sicuro che il primo giro avrà un sapore ancora più speciale.





