Martedì 28 luglio, alle 18:30, sono passato al McDonald’s di Piove di Sacco. Un luogo come tanti, una sosta veloce, ma quella sera c’era qualcosa di diverso.
Ho alzato lo sguardo verso il parcheggio dedicato alle moto e l’ho visto completamente vuoto. O meglio, mancava proprio la mia moto.
Quello che normalmente sarebbe stato il suo posto era desolatamente libero. Una semplice porzione di asfalto che, in quel momento, raccontava una storia fatta di delusione, preoccupazione e tanta voglia di tornare in sella.
Una pausa forzata che pesa
La mia Street Triple 765 RX, che fino a pochi giorni prima mi aveva regalato emozioni su ogni curva, era ferma in concessionaria.
Il motivo? I gravi problemi comparsi dopo aver fatto rifornimento con quella che, con ogni probabilità, era benzina contaminata da acqua o altre impurità.
Tutto era iniziato con il motore che si avviava per poi spegnersi immediatamente, continue difficoltà di accensione e una vistosa fumata bianca. Da quel momento la moto è stata caricata sul carro attrezzi e portata in officina per gli accertamenti.
Un parcheggio che racconta un’assenza
Può sembrare una sciocchezza, ma per chi vive la moto con passione certi dettagli fanno male.
Vedere quel posto vuoto mi ha ricordato quanto le nostre abitudini siano legate alle emozioni.
Quante volte sono arrivato lì dopo un giro, parcheggiando con soddisfazione dopo aver percorso chilometri tra i Colli Euganei o semplicemente dopo una giornata di lavoro.
Quella sera, invece, non c’era il rombo del tre cilindri, non c’era il casco appoggiato sul manubrio e non c’era quella sensazione di libertà che solo una moto sa regalare.
C’era soltanto silenzio.
Quando capisci quanto ti manca
Spesso ci si accorge del valore di qualcosa proprio quando non la si può utilizzare.
Per molti una moto è soltanto un mezzo di trasporto.
Per chi la vive davvero, invece, è molto di più.
È il modo migliore per staccare dalla routine, liberare la mente e ritrovare serenità. Anche un tragitto di pochi chilometri può trasformarsi in un momento speciale.
Quando tutto questo viene interrotto all’improvviso, ci si rende conto di quanto quella presenza faccia parte della quotidianità.
Aspettando il ritorno su strada
Guardando quel parcheggio ho pensato a una sola cosa: spero di rivederlo presto occupato dalla mia Street Triple.
Perché quel posto non è semplicemente uno stallo riservato alle moto.
Per me rappresenta un punto di partenza, una pausa durante un giro e il simbolo di tante uscite vissute con il sorriso.
La speranza è che la concessionaria riesca a risolvere definitivamente il problema e che questa brutta esperienza rimanga soltanto un ricordo.
La prossima volta che passerò da lì, voglio che quel parcheggio sia di nuovo occupato.
Dalla mia moto.


