Ci sono giornate in cui, dopo il lavoro, non servono grandi programmi.
Non serve organizzare un lungo viaggio, preparare una strada particolare o percorrere centinaia di chilometri. A volte basta salire sulla propria moto, incontrare un amico e concedersi una semplice merenda serale al McDonald.
È proprio in questi momenti che ci si accorge di quanto la moto sappia regalare emozioni anche nelle cose più semplici.
Dopo il lavoro, finalmente in sella
La giornata lavorativa è finita e arriva quel momento che ogni motociclista conosce bene: si indossa il casco, si accende il motore e, per qualche ora, tutto il resto sembra rimanere alle spalle.
In sella alla mia Triumph Street Triple 765 RX, insieme a Emanuele, la sensazione è sempre la stessa.
Quella di avere finalmente un po’ di tempo per sé.
Non importa dove si va. Anche una destinazione semplice come il McDonald può diventare l’occasione per rilassarsi, parlare, ridere e soprattutto godersi la propria passione.
Una semplice merenda che diventa un momento speciale
Arrivare al McDonald in moto dopo una giornata di lavoro ha qualcosa di particolare.
Si parcheggiano le moto, si tolgono i caschi e per un po’ si cambia completamente ritmo.
Una merenda, qualcosa da bere e due chiacchiere con Emanuele diventano quasi un piccolo rito.
Parliamo di moto, naturalmente, ma anche della giornata appena trascorsa e di tutte quelle piccole cose che, quando sei in compagnia della persona giusta, diventano piacevoli da raccontare.
Sono momenti apparentemente banali, ma che finiscono per rimanere impressi.
Perché il bello della moto non è solamente il viaggio.
È anche quello che succede prima, durante e dopo il giro.
Qualche disturbo, ma senza rovinare la serata
Come spesso può capitare in luoghi frequentati soprattutto nelle ore serali, non sono mancati alcuni momenti un po’ meno piacevoli.
La presenza di alcuni ragazzi un po’ troppo vivaci ha creato qualche disturbo e qualche situazione che avrebbe potuto rovinare la tranquillità della serata.
Fortunatamente, però, la situazione è stata controllata e contenuta bene dalle forze dell’ordine, evitando che potesse degenerare.
Ed è proprio questo l’aspetto importante: qualche episodio fastidioso può capitare, ma non deve necessariamente cancellare tutto il resto.
La serata è andata avanti e noi abbiamo continuato a goderci il nostro momento.
La moto come valvola di sfogo
Forse è proprio questo uno dei motivi per cui amo così tanto andare in moto.
Dopo una giornata di lavoro, anche un piccolo giro può cambiare completamente l’umore.
Il rumore del motore, l’aria addosso, le strade percorse insieme a un amico e poi una semplice sosta per mangiare qualcosa.
Non servono sempre grandi avventure.
A volte basta una Street Triple 765 RX, una Suzuki GSX-8S, un amico come Emanuele e la voglia di stare un po’ insieme.
Le emozioni che restano
Quando si torna a casa, magari dopo poche ore e senza aver fatto chissà quanti chilometri, rimane comunque quella bella sensazione di aver vissuto qualcosa.
Sono proprio queste piccole uscite serali che, sommate una dopo l’altra, costruiscono i ricordi di una stagione in moto.
L’estate non è fatta soltanto dei grandi giri sui Colli Euganei, dei panorami, dei passi e dei chilometri percorsi.
È fatta anche di queste merende dopo il lavoro, delle moto parcheggiate una accanto all’altra, delle risate, delle chiacchiere e della sensazione di essere riusciti, almeno per qualche ora, a staccare completamente dalla routine.
E forse è proprio questo il vero significato di andare in moto.
Non importa sempre dove vai. Importa come ti senti mentre ci vai.

