Partiamo con la Street Rod, Harley di moderna concezione: leggermente rialzata, con un motore quasi “giapponese” per docilità e funzionamento ma soprattutto con un cambio che è uno dei migliori che ho provato; unica critica forse è l’escursione un po’ lunga ma presto ci si fa l’abitudine. Davanti c’è il doppio disco e la posizione sarebbe quasi da moto “normale”… se non fosse per quel manubrio dritto!

Gambe e busto stanno in posizione arretrata (i più alti soffrono un po’) ma dalla vita in su si è costretti a stare piegati in avanti per arrivare al manubrio, è come se avessero fuso due moto diverse in una e per tutta la prova non sono riuscito a trovare una posizione comoda.

In marcia il motore è calmo (55 cavalli alla ruota) e aprendo il gas, vista anche la massa del veicolo, aumenta per lo più solo il rumore. Per aumentare la velocità bisogna salire di marcia (l’acceleratore è un optional). La strumentazione è misera: una sola lancetta per la velocità e sotto un display lcd monoriga che segna o il contagiri (in numeri) e la marcia inserita o i km (scelta obbligata per sapere quando fare rifornimento visto che non c’è nessuna lancetta del carburante).

Altra cosa è la Iron: impostazione vecchia scuola, ed in questo senso anche meno scomoda, ma coi piedi che non trovano i comandi se non li si tiene alla giusta distanza dalla moto a causa delle pedaline molto lunghe. Non ci si possono appoggiare appoggiare i piedi all’interno come sulla Rod sennò freno e cambio risultano completamente disassati verso l’esterno e bisogna andare a tentoni per trovarli.

Il motore con 46CV alla ruota gira tranquillo ma vibra abbastanza quando sale di giri, il cambio rispetto a quello della Rod è pessimo: escursione lunga, duro e rumoroso e tra una marcia e l’altra si rischia di beccare la folle. La prima è molto lunga ma grazie all’elasticità del motore non dà problemi in partenza.

Strumentazione pessima al pari della Rod, unica nota positiva è l’assenza della chiave (basta tenere il transponder in tasca). I comandi delle frecce sono terribili: un pulsante gigantesco per ciascun lato del manubrio e per disattivarle bisogna schiacciare di nuovo il pulsante rischiando di beccare gli altri comandi che sono abbastanza vicini.

Ottima la sensibilità del freno anteriore, peccato però per quel singolo disco che su una moto da 230kg sfigura.

Una curiosità: procedendo a velocità più che legali sembra di andare fortissimo, ecco svelato perché gli harleisti vanno tutti piano…